«Mi hanno detto che ero un agente. Lavoravo come un dipendente da dodici anni»

Hai la partita IVA ma lavori come un dipendente? Orari fissi, niente clienti tuoi, strumenti dell’azienda? Una sentenza del Tribunale di Roma del maggio 2024 riconosce i diritti di chi è stato ingannato da un falso contratto di agenzia: reintegra, dodici anni di arretrati, contributi. Leggi cosa puoi fare.
Partita IVA aperta per forza: quando il contratto di agenzia nasconde un vero lavoratore subordinato

Hai una partita IVA ma lavori come un dipendente? Scopri come la sentenza del Tribunale di Roma del maggio 2024 ha smascherato una falsa partita IVA in una concessionaria auto, riconoscendo la subordinazione e disponendo la reintegra del lavoratore. Leggi la nostra analisi completa e scopri i tuoi diritti.
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Partita IVA e NASpI: quando l’INPS non può davvero chiederti nulla. La notevole svolta della Cassazione del 2026
Falsa partita IVA e lavoro subordinato: sorprendente vittoria in Tribunale del lavoratore

Se vuoi lavorare con noi, devi aprire la partita IVA. Questa frase, pronunciata con apparente naturalezza in tanti colloqui di lavoro, nasconde in realtà una trappola giuridica ed economica che ogni anno coinvolge migliaia di lavoratori italiani. Il fenomeno delle cosiddette false partite IVA — o, per usare il termine tecnico, delle collaborazioni fittizie — è in costante crescita, soprattutto nei settori della comunicazione, del marketing digitale, del commercio e dei servizi.