Forfettario e rimborsi spese: quale norma è applicabile ?

forfettario il regime

Il regime forfettario rappresenta una forma di tassazione semplificata rivolta ai professionisti, che consente di beneficiare di un’imposizione fiscale agevolata. Tuttavia, con le recenti novità normative, è fondamentale comprendere come gestire i rimborsi spese nella dichiarazione dei redditi e l’impatto sul reddito imponibile, per evitare possibili sanzioni.

Obblighi informativi nel regime forfettario

Dal 2024, i contribuenti in regime forfettario non possono avvalersi dell’esenzione dall’imponibile prevista per i contribuenti ordinari; pertanto, sono tenuti a rispettare specifici obblighi informativi. In particolare, è necessario compilare una sezione dedicata nel quadro RS del modello Redditi, come stabilito dal comma 73 della legge 190/2014. Questo obbligo consente all’Amministrazione finanziaria di implementare strategie per migliorare la compliance dichiarativa.

I dati richiesti variano a seconda che l’attività sia di impresa o di lavoro autonomo. Per i professionisti, è obbligatorio indicare le spese relative ai consumi, che comprendono servizi telefonici, energia e spese di carburanti. Durante l’evento “Speciale Telefisco 2024”, l’Amministrazione ha sottolineato che non solo le spese dirette devono essere segnalate, ma anche l’IVA inclusa nelle fatture d’acquisto. Inoltre, le spese non documentate da fattura non devono essere incluse nella dichiarazione.

È comune che i professionisti non richiedano fatture per le spese sostenute, erroneamente pensando che non siano necessarie dato che, nel regime forfettario, tali costi non risultano deducibili e l’IVA non è detraibile. Tuttavia, la compilazione del quadro RS diventa obbligatoria se sussistono dati da comunicare, altrimenti si incorre in sanzioni amministrative di 250 euro, che possono essere sanate tramite ravvedimento operoso.

Importanza della documentazione per i rimborsi spese

La documentazione delle spese risulta cruciale anche per ottenere rimborsi dai clienti. Esistono due principali categorie di rimborsi spese per i professionisti forfettari:

  1. Rimborsi per spese avanzate: questo tipo di rimborso si verifica quando il professionista anticipa spese per conto del cliente, come nel caso del pagamento del contributo unificato per il deposito di un ricorso, recuperando successivamente tali costi.
  2. Rimborsi per spese personali: in questo caso, i rimborsi si riferiscono a spese direttamente sostenute per l’incarico, come l’acquisto di un biglietto del treno per partecipare a un’udienza legale.

Secondo la circolare 5/E del 2021 dell’Agenzia delle Entrate, i rimborsi analiticamente addebitati ai clienti devono essere considerati come reddito e tassati, a meno che non riguardino spese anticipate. Tale posizione si applica anche ai contribuenti forfettari.

Le Novità della Legislazione Fiscale

Recentemente, il Decreto Legislativo 192/2024 ha introdotto modifiche significative all’articolo 54 del Tuir, riguardante la determinazione del reddito di lavoro autonomo per i professionisti in regime ordinario. Le nuove disposizioni prevedono che i rimborsi delle spese sostenute nell’ambito di un incarico e successivamente addebitate ai clienti non siano considerati nel reddito imponibile.

Tuttavia, questa normativa riguarda esclusivamente l’articolo 54 del Tuir e non si applica al comma 64 della legge 190/2014, il quale stabilisce le regole per i contribuenti forfettari. Pertanto, l’applicazione delle nuove disposizioni ai forfettari non sembra possibile in assenza di ulteriori chiarimenti legislativi.

Riflessioni finali

In conclusione, nonostante le recenti modifiche normative siano positive per i professionisti in regime ordinario, i forfettari continuano a dover seguire regole diverse per quanto riguarda la gestione dei rimborsi spese. È cruciale che questi professionisti comprendano i propri obblighi di rendicontazione e documentazione al fine di evitare sanzioni e garantire una corretta gestione fiscale.

Si auspica che in futuro possa esserci una revisione normativa che migliori l’equità tra i diversi regimi fiscali, permettendo così anche ai forfettari di beneficiare di una maggiore flessibilità nella rendicontazione delle spese sostenute. Fino ad allora, i professionisti forfettari devono fare attenzione a documentare correttamente tutte le spese e rimanere aggiornati su eventuali sviluppi normativi che potrebbero influenzare la loro attività fiscale.