Licenziamento nullo

lavoratrice licenziata

Nota: il racconto che segue è una storia di fantasia, basata su una vicenda realmente accaduta così come descritta nella Sentenza del Tribunale di Varese n. 218 del 15 maggio 2026 (N.R.G. 809/2023). I nomi dei personaggi, i luoghi e ogni riferimento identificativo sono frutto di invenzione narrativa. “Mi hanno licenziata con un bimbo di […]

La Naspi. Domande

disoccupato naspi

“Ho perso il lavoro: prendo la NASpI?” — Quello che nessuno ti dice Tizio e Caio si conoscono da anni. Lavorano nello stesso settore, hanno più o meno la stessa anzianità, ma ultimamente le loro strade professionali si sono incrociate con la stessa parola: disoccupazione. Seduti a un tavolo, con mille domande in testa e […]

Casinò di Saint-Vincent e riciclaggio

riciclaggio

Quando il “tutor” non tutela nessuno Il riciclaggio di denaro: un fenomeno antico, una lotta ancora aperta Il riciclaggio di denaro è uno dei reati economici più insidiosi e pervasivi del sistema finanziario moderno. In estrema sintesi, consiste nel reimmettere nel circuito legale proventi di origine illecita, trasformandoli in denaro “pulito” attraverso una serie di […]

Mi hanno licenziato con una semplice e-mail. È valido?

licenziamento

Domande e risposte con un avvocato dopo la sentenza della Cassazione n. 13731/2026 Licenziamento con email. La scena si ripete con una frequenza che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata improbabile: un lavoratore apre la posta elettronica, legge un messaggio del proprio datore di lavoro, e capisce di essere stato licenziato. Niente busta, niente raccomandata, […]

Email aziendali e privacy

email

Ho reinoltrato email aziendali, ho ignorato l’informativa privacy e non sapevo cosa potevo chiedere al mio ex datore. Poi mi sono rivolto a un avvocato del lavoro. Ecco il dialogo che mi ha aperto gli occhi, alla luce del provvedimento del Garante del 12 marzo 2026.

Collaborazione o lavoro subordinato?

CoCoCo o lavoro subordinato? Sorprendente verità da conoscere

Capita che un lavoratore firmi un contratto di collaborazione coordinata e continuativa — il cosiddetto CoCoCo — pur svolgendo, nella realtà quotidiana, un’attività del tutto identica a quella di un comune dipendente. La forma giuridica adottata dall’azienda non riflette affatto la sostanza del rapporto lavorativo.