Falsa partita IVA e lavoro subordinato: sorprendente vittoria in Tribunale del lavoratore

Falsa partita IVA

Se vuoi lavorare con noi, devi aprire la partita IVA. Questa frase, pronunciata con apparente naturalezza in tanti colloqui di lavoro, nasconde in realtà una trappola giuridica ed economica che ogni anno coinvolge migliaia di lavoratori italiani. Il fenomeno delle cosiddette false partite IVA — o, per usare il termine tecnico, delle collaborazioni fittizie — è in costante crescita, soprattutto nei settori della comunicazione, del marketing digitale, del commercio e dei servizi.

Mobbing, straining e dimissioni per giusta causa: i tuoi diritti reali

Mobbing. Dimissioni giusta causa

Ogni giorno, in Italia, migliaia di lavoratori si trovano a fronteggiare situazioni difficili: incarichi sottratti, ruoli ridimensionati, controlli ossessivi e un clima aziendale sempre più ostile. Molti si chiedono se esista davvero uno strumento legale per difendersi. Ebbene, la risposta è sì.

Demansionamento, mobbing e straining: quando il lavoro diventa un peso

Demansionamento, mobbing e straining: quando il lavoro diventa un peso

Mobbing e straining: la comprensione di queste fattispecie è fondamentale non solo per i lavoratori dipendenti che si trovano a vivere situazioni simili, ma anche per le aziende e i piccoli datori di lavoro che vogliono impostare correttamente il rapporto di lavoro, prevenendo contenziosi spesso costosi e logoranti.

Reati diversi dal riciclaggio: sussiste obbligo di segnalazione?

Riciclaggio e segnalazione operazione sospetta SOS

In tema di obbligo di segnalazione di operazioni sospette, l’articolo 41 del decreto legislativo 231 del 2007, nel testo vigente prima della modifica apportata dal decreto legislativo 90 del 2017, richiede che il soggetto obbligato sappia, sospetti o abbia motivi ragionevoli per sospettare specificamente che siano in corso o siano state compiute operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Non è sufficiente il sospetto del compimento di una qualsiasi attività illecita. Non sussiste l’obbligo di segnalazione quando le operazioni, pur presentando profili di anomalia, riguardino fondi di provenienza lecita e costituiscano esse stesse l’elemento materiale del reato presupposto del riciclaggio, senza che emergano elementi idonei a far sorgere il sospetto di successive operazioni di occultamento o dissimulazione della provenienza illecita dei beni. La mera ricorrenza degli indici di anomalia previsti dal decalogo della Banca d’Italia non implica automaticamente l’obbligo di segnalazione, dovendo comunque sussistere il collegamento con il sospetto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo richiesto dalla norma primaria, la quale, avendo natura sanzionatoria, non è suscettibile di interpretazione analogica in malam partem.

Sanzioni antiriciclaggio commercialisti

Sanzioni antiriciclaggio per commercialisti

Approfondimento giurisprudenziale sulla Sentenza del Tribunale di Roma / 54-B pubbl. 11/2024 Introduzione Sanzioni antiriciclaggio commercialisti. Una recente Sentenza del Tribunale di Roma pubblicata nel novembre 2024 offre spunti di riflessione particolarmente significativi sui doveri dei commercialisti e sui criteri applicativi delle sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 231/2007. Analisi dettagliata dei fatti Il contesto del […]