Ipoteca iscritta dall’Agenzia delle Entrate: problema apertura nuovi conti bancari.

L’ipoteca iscritta dall’Agenzia delle Entrate Riscossione (AER) per debiti erariali rappresenta un tema di grande rilevanza per molti contribuenti italiani. Essa si verifica quando un soggetto non adempie ai propri obblighi fiscali, portando l’amministrazione fiscale a iscrivere un’ipoteca sui beni del debitore. In questo articolo analizzeremo come viene iscritta, le procedure per la sua cancellazione e i problemi che possono sorgere, specialmente in relazione all’apertura di un conto corrente bancario.

Iscrizione dell’Ipoteca

L’iscrizione dell’ipoteca avviene attraverso una serie di passaggi formalizzati dalla legge. In primo luogo, l’Agenzia delle Entrate Riscossione emette un avviso di pagamento in seguito a un debito non saldato. Se il contribuente non provvede al pagamento entro i termini stabiliti dall’avviso, l’AER può decidere di procedere all’iscrizione dell’ipoteca.

La norma di legge

La procedura di iscrizione è regolata dall’articolo 77 del D.P.R. 602/1973, che consente all’AER di iscrivere ipoteche su immobili a garanzia dei crediti erariali. È importante notare che l’ipoteca viene iscritta presso il registro immobiliare e ha effetto erga omnes, ossia è opponibile a chiunque. Questo significa che, anche se il debitore tenta di vendere l’immobile, il potenziale acquirente dovrà tenere conto dell’ipoteca esistente.

Cancellazione dell’Ipoteca

La cancellazione dell’ipoteca iscritta per debiti erariali può avvenire tramite due modalità principali: il pagamento del debito o la prescrizione del credito.

Pagamento

Una volta effettuato il pagamento totale del debito iscritto, il contribuente deve richiedere formalmente la cancellazione dell’ipoteca all’Agenzia delle Entrate Riscossione. La richiesta deve essere accompagnata da prova del pagamento, e l’AER provvederà a emettere l’ordine di cancellazione, che verrà successivamente registrato presso il competente ufficio del registro immobiliare.

Prescrizione

La sorte dell’ipoteca iscritta segue quella del debito tributario. Perché si verifichi prescrizione, è necessario che trascorra un periodo di tempo specifico senza che l’Agenzia delle Entrate faccia valere il proprio credito. La prescrizione per i crediti erariali è di dieci anni, ferma restando la necessità che il debitore sollevi la questione della prescrizione in sede legale, se necessario.
La mera iscrizione dell’ipoteca non interrompere il termine di prescrizione, come indicato dal Principio espresso dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 18305/2020): “…deve escludersi l’efficacia interruttiva permanente all’iscrizione ipotecaria del D.P.R. n. 692 del 1973, ex art. 77; alla medesima iscrizione può riconoscersi, piuttosto, l’idoneità a produrre effetti interruttivi istantanei qualora presenti i connotati dell’atto di costituzione in mora, a norma dell’art. 2943 c.c., comma 4, e cioè se integri una manifestazione scritta di esercizio e di tutela del diritto da parte del creditore, comunicata personalmente al debitore, secondo una valutazione che è oggetto di accertamento rimesso al giudice del merito”.

Necessaria iniziativa del debitore

È fondamentale sottolineare che la cancellazione dell’ipoteca non è automatica e richiede l’iniziativa del debitore. Inoltre, errori nell’iter burocratico, non agevole, possono portare a ritardi o a problematiche nel riconoscimento dell’avvenuta cancellazione.

Problemi con l’apertura di un nuovo conto corrente

Uno degli aspetti più critici riguardanti l’iscrizione dell’ipoteca è il suo impatto sulla capacità del debitore di gestire le proprie finanze, in particolare per quanto riguarda l’apertura di un conto corrente bancario. Le banche, infatti, tendono a considerare l’iscrizione di un’ipoteca come un indicatore di rischio, e ciò può costituire un ostacolo significativo per il cliente che desidera aprire un nuovo conto.

La presenza di un’ipoteca può far sì che le banche rifiutino l’apertura del conto corrente o la limitino notevolmente in termini di funzionalità, come l’assegnazione di una carta di credito o l’inclusione di servizi di scoperto. Questo perché le banche sono obbligate a effettuare accurate valutazioni del merito creditizio dei clienti e l’esistenza di debiti gravati da ipoteca rappresenta un elemento negativo.

In alcuni casi, le banche possono richiedere il saldo dell’ipoteca o, almeno, un piano di rientro prima di valutare l’apertura di un conto. Ciò obbliga il debitore a trovare soluzioni immediate per risolvere la propria situazione finanziaria, il che può risultare particolarmente difficile per chi si trova in difficoltà economiche.

Attività di verifica condotta dalle banche

Le banche di maggiori dimensioni, ma non solo queste, prima dell’apertura di un nuovo conto corrente, sono solite verificare la presenza di effetti protestasti, comunemente visibili anche negli archivi della Camera di Commercio; tali dati vengono tuttavia eliminati dagli enti competenti decorsi cinque anni, anche se non è avvenuto il pagamento.

Il Crif

Gli istituti bancari hanno però accesso anche al Crif, che riporta e mantiene molti dati per un periodo maggiore, come eventuali insoluti o ritardi nel pagamento di rate relative a prestiti concessi.

La visura ipotecaria

Non da ultimo, l’analisi condotta dagli istituti bancari comprende la richiesta di una visura ipotecaria, dalla quale possono emergere ipoteche iscritte e il relativo importo del debito.

Conclusioni e valutazioni

L’ipoteca iscritta dall’Agenzia delle Entrate Riscossione per debiti erariali rappresenta una situazione complessa che richiede attenzione e azione tempestiva da parte del debitore. Comprendere le modalità di iscrizione e cancellazione dell’ipoteca è essenziale per affrontare correttamente questa problematica. Inoltre, è fondamentale essere consapevoli delle ripercussioni che tale iscrizione può avere sulla possibilità di gestire il proprio patrimonio, compresa l’apertura di un conto corrente bancario, soprattutto quando si ha l’esigenza di aprire un’attività commerciale per la quale è fondamentale avere un conto corrente.
Per tutti coloro che si trovano in una situazione simile, si consiglia di consultare un professionista esperto in materia fiscale e un legale al fine di intraprendere le giuste azioni per proteggere i propri diritti e risolvere la propria situazione debitoria. La trasparenza e la comunicazione con le istituzioni coinvolte sono elementi cruciali per arrivare a una risoluzione positiva e duratura.

Le banche effettuano sempre tutte queste verifiche ?

Non da ultimo, è bene sapere che non tutti gli istituti bancari sono soliti ad affetture tutte queste verifiche, soprattutto se il richiedente l’apertura del conto corrente non necessita di fidi o prestiti per avviare la propria attività.