Le insidie collegate alle operazioni bancarie.
L’esperienza quotidiana nell’ambito bancario e finanziario rivela che molti clienti non sono pienamente consapevoli delle insidie legate a operazioni apparentemente innocue, come prelievi e versamenti di denaro contante.
Riciclaggio
Questo rilievo assume un’importanza determinante nel contesto attuale, in cui il rigoroso rispetto delle normative contro il riciclaggio di denaro rischia di esporre i correntisti a sanzioni antiriciclaggio importanti, nonché a un’odissea burocratica e giudiziale per dimostrare la liceità delle proprie azioni.
Convinzione di legalità
Spesso, le persone che si recano all’istituto di credito per effettuare operazioni di questo tipo sono convinte di agire nella legalità. In buona fede, cercano persino di chiarire la propria posizione informando l’operatore sulle motivazioni che stanno a fondamento delle transazioni poste in essere.
Tuttavia, le risposte usualmente evasive degli sportellisti e la prassi inquisitoria da parte loro alimentano una crescente inquietudine del cliente.
Campanello d’allarme
La richiesta di chiarimenti sulla provenienza e sull’utilizzo dei fondi può apparire, agli occhi del correntista, un atto di mera procedura; tuttavia, costituisce un campanello d’allarme, sufficientemente motivato per far scattare il protocollo di segnalazione in caso di anomalie.
Limite all’utilizzo del denaro contante.
Va evidenziato che la normativa antiriciclaggio vigente, in continuo aggiornamento, stabilisce con rigore che i trasferimenti di somme superiori a 4.999,99 euro possano avvenire esclusivamente tramite intermediari finanziari autorizzati.
Consapevolezza
La consapevolezza di tale disposizione, sebbene possa apparire di scarsa importanza, è al contrario di estrema rilevanza.
Il superamento, anche di un solo centesimo, della soglia di 4.999,00 euro comporta il rischio di vedersi infliggere sanzioni che non possono essere annullate se non tramite intervento giudiziario, con relativo ricorso, complesso e oneroso.
Esempi di comportamenti da evitare in banca.
Un caso significativo è rappresentato da una vicenda riportata sul portale avvocato antiriciclaggio; un cliente aveva versato 10.000,00 euro in contante presso la sua banca es è stato sanzionato. Nonostante avesse dichiarato che quella somma fosse frutto di una donazione da parte della madre, la situazione è stata giudicata anomala dal cassiere che ha, pertanto, inoltrato segnalazione alla competere ragioneria territoriale dello Stato.
Proprio la dichiarazione, da parte del correntista, circa il fatto che vi fosse stato un precedente trasferimento di denaro, seppure fra madre e figlio, oltre la soglia di legge, ha di fatto originato la segnalazione agli organi competenti.
Mef
Questa fattispecie si colloca perfettamente entro i parametri dell’articolo 51, comma 1, del d.lgs. 231/2007. Tale norma vincola i soggetti obbligati, in questo caso le banche, a riferire al Ministero dell’Economia e delle Finanze le violazioni constatate in relazione alla normativa antiriciclaggio, indipendentemente dalla liceità sottesa alle operazioni in questione. Si tratta, dunque, di un illecito “oggettivo” il cui accertamento non richiede ulteriori valutazioni di merito.
Necessità di attenta valutazione delle operazioni da effettuare allo sportello.
Prendendo in considerazione questi scenari, emerge che l’unico modo per evitare sanzioni sia quello di un’attenta valutazione delle operazioni da compiere, evitando del tutto quelle che coinvolgono somme destinate a superare le soglie previste.
Versamento di assegno e prelievo di contanti.
È degno di nota che il cliente sanzionato ha subito una multa di 3.000,00 euro, nonostante la trasparenza e la legittimità della transazione.
Ho avuto l’esperienza di un caso simile che ha riguardo un professionista il quale, tramite delega notarile, versava un assegno per un importo lievemente superiore alla soglia consentita, con l’intenzione di ritirare il contante a favore di un terzo. Anche in questa circostanza, il soggetto ha ricevuto la sanzione, evidenziando l’intransigenza delle normative vigenti.
Versamento contanti a seguito vendita bene privato.
Ancora, in altra occasione, un correntista versava i contatti ricevuti a seguito della vendita, avvenuta in forma privata, del suo motociclo, e riceveva successivamente la sanzione anzidetta.
Pertanto, alla luce di tali contesti, appare cruciale che i clienti siano adeguatamente informati sui rischi insiti nelle operazioni di prelievo e versamento.
Il ricorso in giudizio.
È fondamentale che si sviluppi una cultura della consapevolezza riguardo i limiti normativi per evitare sorprese sgradite e sanzioni ingiuste. Infine, va notato che, anche nel caso di eventuali vittorie in sede giudiziale, le spese legali rimangono generalmente a carico del ricorrente, gravando ulteriormente su chi si vede costretto a difendersi.











