Rilevanza dell’iva nel distacco di personale

Il distacco del personale dipendente tra aziende: normativa, pratiche e vantaggi

Introduzione

Il distacco del personale dipendente rappresenta una pratica sempre più diffusa nel mondo del lavoro moderno, soprattutto in un contesto economico in continuo mutamento. Questa modalità di gestione delle risorse umane consente a un’azienda di “distaccare” temporaneamente i propri dipendenti presso un’altra impresa, senza interrompere il rapporto di lavoro originale. Questo articolo si propone di analizzare in dettaglio il distacco, le normative che lo regolano, le pratiche da seguire presso i centri per l’impiego, i settori in cui è maggiormente utilizzato, insieme ai vantaggi e svantaggi associati a tale pratica.

Definizione di distacco

Il distacco consiste nel trasferimento temporaneo di un lavoratore dalla propria azienda a un’altra, mantenendo però il contratto di lavoro con l’azienda originaria. In tal modo, il distaccato svolge le proprie attività presso l’azienda ospitante, ma rimane giuridicamente legato al datore di lavoro originario. Questa situazione crea una forma di collaborazione tra le due aziende che può essere utile in diverse circostanze.

Normativa sul distacco

La normativa italiana sul distacco del personale è principalmente contenuta negli articoli 30 e 31 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276, conosciuto come riforma Biagi. Tali articoli stabiliscono i principi fondamentali e le condizioni per poter attuare un distacco legittimo:

  1. Previsione contrattuale: Il distacco deve essere espresso in un contratto scritto che indichi la durata e le specifiche del servizio prestato presso l’azienda ospitante.
  2. Consenso del lavoratore: È necessario ottenere il consenso del lavoratore che deve essere informato sulle condizioni di lavoro e sull’azienda presso cui sarà distaccato.
  3. Durata limitata: Il distacco non può essere indeterminato e deve avere una durata definita, generalmente temporanea.
  4. Compenso: Durante il periodo di distacco, il dipendente continua a ricevere la retribuzione dall’azienda di origine, che può essere modificata in base agli accordi stipulati.

Pratiche al Centro per l’Impiego

Per avviare un distacco, occorre seguire alcune pratiche fondamentali presso i centri per l’impiego di competenza. È consigliabile:

  1. Registrazione del distacco: comunicare il distacco al centro per l’impiego regionale competente.
  2. Formazione continua: assicurarsi che i dipendenti distaccati ricevano adeguata formazione e aggiornamenti riguardo alle mansioni che dovranno svolgere presso l’azienda ospitante.
  3. Monitoraggio: mantenere un rapporto costante e di monitoraggio con l’azienda ospitante per valutare il progresso e l’integrazione del lavoratore nel nuovo ambiente.

Settori in cui è più Diffuso il Distacco

Il distacco trova applicazione in vari settori. Tuttavia, alcuni di essi mostrano una predisposizione maggiore ad adottare questa pratica:

  • Tecnologia e Informatica: È consueto distaccare professionisti IT presso aziende cliente per progetti specifici o supporto tecnico.
  • Costruzioni: In questo settore, le aziende possono distaccare operai specializzati per lavori temporanei.
  • Servizi Professionali: Gli studi legali e le società di consulenza frequentemente utilizzano il distacco per gestire progetti particolari che richiedono competenze specifiche.
  • Settore Sanitario: Negli ospedali e nelle cliniche, è possibile distaccare personale sanitario per far fronte a picchi di lavoro.

Vantaggi del Distacco

Il distacco del personale comporta diversi vantaggi sia per le aziende sia per i lavoratori:

  1. Flessibilità: permette alle aziende di adattarsi rapidamente a variabili di mercato senza dover assumere nuovo personale.
  2. Sviluppo professionale: i dipendenti hanno l’opportunità di acquisire nuove competenze e esperienze, arricchendo il proprio bagaglio professionale.
  3. Ottimizzazione delle risorse: le aziende possono ottimizzare l’uso delle risorse umane, impiegando personale solo quando necessario.
  4. Rete di collaborazioni: il distacco può favorire la creazione di reti professionali tra le aziende coinvolte.

Svantaggi del Distacco

Tuttavia, ci sono anche svantaggi associati al distacco del personale, da considerare attentamente:

  1. Incertezze sul futuro: i lavoratori distaccati potrebbero vivere un senso di insicurezza riguardo al loro posto di lavoro, vivendo momenti di transizione.
  2. Svincolo dalle politiche aziendali: un lavoratore può trovarsi in difficoltà a sentirsi parte dell’azienda originaria, riducendo il legame identificativo con essa.
  3. Problemi di Coordinamento: la gestione di un lavoratore distaccato può presentare sfide, specialmente se le aziende coinvolte hanno culture aziendali differenti.
  4. Rischi Normativi: è fondamentale rispettare tutte le normative vigenti per evitare sanzioni e controversie legali.

Rilevanza dell’iva nel distacco

Quadro normativo

Con la circolare n. 5/E del 16 maggio 2025 l’Agenzia delle Entrate ha fornito istruzioni sull’art. 16-ter, D.L. 16 settembre 2024, n. 131 (decreto Salva infrazioni) e sul trattamento del prestito o distacco di personale agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto.

Il D.L. 16 settembre 2024, n. 131, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi derivanti da atti dell’Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano” (decreto Salva infrazioni), è stato convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 2024, n. 166.

La legge di conversione ha introdotto l’art. 16-ter, avente a oggetto, come riportato in rubrica, il “Trattamento del prestito o distacco di personale agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto”.

La disposizione è stata emanata con la finalità di dare attuazione alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea dell’11 marzo 2020, causa C-94/19, relativa alla questione pregiudiziale sollevata dalla Corte di Cassazione in merito alla compatibilità della previsione di cui all’art. 8, comma 35, della legge 11 marzo 1988, n. 67 (legge Finanziaria 1988), con i principi di cui alla direttiva 2006/112/CE, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (“direttiva IVA”).

Si tratta, in particolare, della previsione secondo cui erano da ritenersi non rilevanti, ai fini dell’IVA, «i prestiti o i distacchi di personale a fronte dei quali è versato solo il rimborso del relativo costo». La novella normativa interviene, pertanto, su una specifica categoria di operazioni, quella riguardante il distacco o il prestito di personale effettuato tra due soggetti, stabilendo l’abrogazione dell’articolo 8, comma 35, della legge finanziaria 1988.

Per effetto di tale abrogazione, di fatto, anche le attività di distacco o prestito di personale effettuate a fronte di un corrispettivo pari al mero rimborso del relativo costo diventano – a partire dalle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati a decorrere dal 1° gennaio 2025 – prestazioni di servizi rientranti nel campo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, al ricorrere dei presupposti ordinariamente stabiliti dalla disciplina IVA.

Circolare n. 5/E del 16 maggio 2025 Agenzia delle Entrate

La circolare ha chiarito che nel caso in cui il datore di lavoro distaccante sia un ente non commerciale, si considerano effettuate nell’esercizio di imprese – ai sensi dell’articolo 4, quarto comma, del decreto IVA – le sole operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali o agricole. A tal fine, per esercizio di imprese s’intende “l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva”, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2195 e 2135 del codice civile, anche se non organizzate in forma d’impresa, nonché l’esercizio di attività, organizzate in forma d’impresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’articolo 2195 del codice civile. In sintesi, pertanto, si osserva che, qualora il personale distaccato sia afferente all’attività di impresa svolta dall’ente non commerciale, il requisito soggettivo è da ritenersi implicitamente integrato.

Distacco effettuato da enti non commerciali nell’ambito di attività diverse da quelle d’impresa

Nel caso in cui l’operazione di distacco sia effettuata dagli enti non commerciali nell’ambito di attività diverse da quelle d’impresa – non essendo, in tal circostanza, il datore di lavoro distaccante un soggetto che opera in qualità di soggetto passivo IVA – l’operazione è da ritenersi fuori dal campo di applicazione dell’imposta, sempreché, come detto, il distacco o il prestito di personale sia effettuato dall’ente in assenza di una organizzazione in forma d’impresa finalizzata all’erogazione del servizio di prestito di personale.

Conclusione

Il distacco del personale dipendente è una pratica consolidata nel panorama lavorativo italiano che presenta numerosi vantaggi, ma anche alcune criticità. Comprendere le normative che lo regolano, le procedure necessarie e i settori più propensi all’utilizzo di tale pratica è fondamentale per le aziende e i lavoratori. Solo con un’attenta pianificazione e un monitoraggio continuo sarà possibile sfruttare al meglio le opportunità offerte dal distacco, minimizzando gli svantaggi ad esso associati.