Antiriciclaggio: vittorie dei commercialisti contro il MEF

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Nella giurisprudenza romana.

La giurisprudenza del Tribunale civile di Roma e della Corte d’Appello civile di Roma hanno sviluppato, soprattutto in anni passati e con i dovuti “distinguo”, un orientamento favorevole ai commercialisti nelle opposizioni ai decreti sanzionatori emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per presunte violazioni degli obblighi antiriciclaggio.
L’analisi delle principali decisioni evidenzia come i giudici romani non abbiano mancato di accogliere le opposizioni dei professionisti, annullando i provvedimenti sanzionatori e condannando, talvolta, il MEF alle spese di giudizio.

Il quadro normativo e procedurale

Le opposizioni ai decreti sanzionatori in materia antiriciclaggio sono disciplinate dall’articolo 6 del D.lgs.150/2011, che stabilisce la competenza del Tribunale per le controversie in materia di antiriciclaggio. Il ricorso deve essere proposto entro trenta giorni dalla notificazione del provvedimento, con possibilità di sospensione dell’efficacia esecutiva secondo quanto previsto dall’articolo 5 dello stesso decreto. La competenza esclusiva è del Tribunale di Roma (sono invece di competenza territoriale le vertenze inerenti l’irrogazione di sanzioni irrogate per presunte violazioni circa l’uso del contante); l’eventuale ricorso al Giudice della provincia dove ha sede il professionista, erroneamente presentato, sarà declinato a favore del Tribunale della Capitale, dinnanzi al quale il professionista dovrà riassumere il giudizio (sentenza del Tribunale di Roma n.10075/2018).

Responsabilità

La responsabilità per le violazioni antiriciclaggio ha natura personale secondo la previsione della legge 689/81 e deve essere imputata alla persona fisica che ha commesso il fatto nell’esercizio delle proprie funzioni. Questo principio è stato confermato dalla giurisprudenza che ha chiarito come il soggetto tenuto alla segnalazione sia identificabile nel singolo professionista che ha materialmente svolto l’attività richiesta dal cliente.

Principali vittorie dei commercialisti: analisi delle Sentenze

Annullamento per difetto di specificità della contestazione

Il Giudice accoglie la richiesta di annullamento di sanzioni per difetto di specificità della contestazione. L‘amministrazione non aveva fornito una descrizione dettagliata e cronologicamente ordinata delle operazioni contestate, specificando per ciascuna gli elementi di anomalia rilevati.

Nel caso in osservazione, il Giudice evidenziava come dalla tabella riportata nel decreto non fosse possibile evincere le singole operazioni che avrebbero dovuto essere segnalate in presenza di specifici indici di anomalia, configurando un difetto di motivazione che si risolve in difetto di prova a carico dell’autorità irrogante.

Vittorie per decadenza del potere sanzionatorio

Corte d’Appello di Roma, ha annullato una sanzione irrogata a un commercialista per decadenza del potere sanzionatorio. La Corte ha stabilito che il dies a quo del termine decadenziale di novanta giorni decorre dalla data in cui l’autorità giudiziaria concede il nulla osta all’utilizzo dei documenti acquisiti ai fini del procedimento amministrativo sanzionatorio.

Il caso specifico

Nel caso specifico, l’accertamento della violazione si era perfezionato il 28 settembre 2010 con l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, mentre la contestazione formale era avvenuta solo il 7 aprile 2011, oltre il termine decadenziale. La Corte ha precisato che con il nulla osta dell’autorità giudiziaria viene meno ogni esigenza di segretezza degli atti, che diventano pienamente spendibili per la repressione dell’illecito amministrativo.

Annullamento per assenza di provenienza criminosa dei fondi

La Corte d’Appello di Roma, con sentenza n. 2069 del 2 aprile 2025, ha accolto l’appello di un commercialista riducendo significativamente la sanzione da 59.000 a 30.000 euro, stabilendo che l’obbligo di segnalazione è funzionale esclusivamente alla prevenzione del riciclaggio e presuppone necessariamente la commissione di un reato sotteso all’operazione non segnalata.

Obbligo di segnalazione

La Corte ha chiarito che non sussiste obbligo di segnalazione quando l’autorità giudiziaria abbia espressamente escluso che i beni oggetto delle operazioni censurate provenissero da attività criminosa, anche qualora tali operazioni consistano nella costituzione di trust da parte di soggetti esponenti di società in liquidazione.

Successi per applicazione del principio del favor rei

La sentenza del Tribunale di Roma n. 17291 del 13 novembre 2024 ha confermato l’applicazione del principio del favor rei, stabilendo che le modifiche normative introdotte dal D.lgs. 90/2017 devono applicarsi retroattivamente anche ai procedimenti in corso quando risultino più favorevoli al trasgressore.

Analogamente, la Corte d’Appello di Roma, con sentenza n. 1134 del 20 febbraio 2025, ha accolto l’appello di commercialisti riducendo la sanzione da 9.856 euro a 3.000 euro in applicazione della disciplina sanzionatoria più favorevole vigente al momento dell’irrogazione della sanzione.

Criteri giurisprudenziali per il successo delle opposizioni

Valutazione ex ante delle operazioni

La giurisprudenza ha stabilito che la valutazione della condotta del professionista deve essere effettuata ex ante, al momento della prestazione professionale. La Corte d’Appello di Roma, con sentenza n. 7444 del 27 novembre 2024, ha chiarito che le giustificazioni auto-dichiarate prive di adeguata documentazione costituiscono mere ricostruzioni ipotetiche insufficienti ad escludere l’obbligo di segnalazione.

Circostanze escludenti il carattere sospetto

I giudici romani hanno riconosciuto specifiche circostanze che possono escludere il carattere sospetto delle operazioni. La presenza di rapporti familiari documentati, la solidità finanziaria dei soggetti coinvolti e la trasparenza delle modalità di pagamento costituiscono elementi idonei a escludere ragionevolmente il carattere sospetto delle operazioni.

Esenzioni professionali per attività contenziosa

La Corte d’Appello di Roma, con sentenza n. 6683 del 25 ottobre 2024, ha stabilito che l’obbligo di adeguata verifica della clientela per gli avvocati non si applica alle transazioni che si configurano come strumenti negoziali di risoluzione di controversie, quando tali atti risultano riconducibili ad attività latamente contenziosa.

Questioni procedimentali decisive

Onere probatorio dell’amministrazione

Le sentenze hanno ribadito che l’onere probatorio grava sull’amministrazione procedente. La sentenza del Tribunale di Roma n. 18129 del 27 novembre 2024 ha confermato che il difetto di motivazione del decreto sanzionatorio si risolve in difetto di prova a carico dell’autorità irrogante.

Termini di decadenza

La giurisprudenza ha chiarito che il termine di novanta giorni per la notificazione degli estremi della violazione decorre dalla data di accertamento effettivo e non dalla mera acquisizione materiale degli elementi di prova. La Corte d’Appello di Roma, con sentenza n. 283 del 16 gennaio 2025, ha precisato che il dies a quo non coincide necessariamente con quello della mera constatazione dei fatti nella loro materialità.

Criteri di quantificazione delle sanzioni antiriciclaggio

Elementi attenuanti

La giurisprudenza ha riconosciuto specifici elementi attenuanti nella quantificazione delle sanzioni. La giurisprudenza, ha evidenziato come l’assenza di precedenti violazioni, l’assenza di specifici motivi di rischio e il limitato numero delle infrazioni rispetto ai fascicoli verificati. Questo ha consentito la qualificazione della violazione nell’ambito della fattispecie base meno grave.

Proporzionalità delle sanzioni

I giudici hanno applicato criteri di proporzionalità nella determinazione delle sanzioni. Hanno valutato il disvalore della condotta contestata, il contesto operativo e il grado di diligenza esigibile dal professionista qualificato.

Strategie difensive vincenti

Contestazione della specificità degli addebiti

Le opposizioni più efficaci dei commercialisti hanno contestato la genericità delle contestazioni. Nello specifico, la richiesta di specificazione dettagliata delle operazioni da segnalare e degli elementi di anomalia concretamente riscontrati.

Eccezioni procedimentali

Le eccezioni di decadenza del potere sanzionatorio si sono rivelate particolarmente efficaci, soprattutto nei casi in cui l’amministrazione non abbia rispettato i termini procedimentali o abbia fatto decorrere erroneamente il dies a quo.

Invocazione del principio del favor rei

L’applicazione retroattiva della normativa più favorevole ha consentito significative riduzioni delle sanzioni, particolarmente efficace per le violazioni commesse prima dell’entrata in vigore del D.lgs.90/2017.

Implicazioni per la pratica professionale

Le vittorie ottenute dai commercialisti nella giurisprudenza romana evidenziano l’importanza di una difesa tecnica, di avvocato antiriciclaggio, qualificata e che sappia individuare i vizi procedimentali e sostanziali dei decreti sanzionatori. I professionisti devono essere consapevoli che:

Documentazione adeguata

E’ essenziale mantenere documentazione completa e dettagliata delle verifiche effettuate sulla clientela e delle valutazioni compiute sulle operazioni.

Valutazione contestuale

La valutazione del carattere sospetto deve considerare il contesto complessivo dell’operazione, i rapporti tra i soggetti coinvolti e le circostanze specifiche del caso.

Tempestività delle contestazioni

E’ fondamentale verificare il rispetto dei termini procedimentali da parte dell’amministrazione e contestare tempestivamente eventuali vizi.

Applicazione della normativa favorevole

Deve essere sempre invocata l’applicazione della disciplina sanzionatoria più favorevole, in virtù del principio del favor rei espressamente previsto dalla normativa antiriciclaggio.

Conclusioni. Commercialisti

La giurisprudenza del Tribunale civile di Roma e della Corte d’Appello civile di Roma ha dimostrato un approccio equilibrato e garantista nelle controversie tra commercialisti e MEF in materia antiriciclaggio.

Numerose vittorie

Le numerose vittorie ottenute dai professionisti evidenziano l’importanza di una difesa tecnica qualificata e la necessità per l’amministrazione di rispettare rigorosamente i principi del giusto procedimento.

Principi generali

I principi affermati dalle decisioni analizzate garantiscono un equilibrio tra le esigenze di prevenzione del riciclaggio e la tutela dei diritti dei professionisti, fornendo criteri oggettivi per la valutazione delle condotte e per l’applicazione proporzionata delle sanzioni.

Questo orientamento contribuisce alla creazione di un sistema di controllo efficace che rispetti i diritti fondamentali e le specificità dell’esercizio professionale, confermando il ruolo centrale della giurisdizione nella tutela delle garanzie procedimentali e sostanziali dei soggetti sottoposti a sanzioni antiriciclaggio.