L’importanza del Diritto Amministrativo nelle memorie antiriciclaggio.

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Quando il PVC assume toni “deprimenti”.

Il peso delle valutazioni ispettive

Nel panorama dei controlli antiriciclaggio, i professionisti si trovano spesso di fronte a valutazioni che possono risultare particolarmente severe. La Guardia di Finanza, nell’esercizio delle proprie funzioni di controllo, formula giudizi che, pur essendo parte del normale iter procedurale, possono avere un impatto psicologico significativo sui soggetti controllati.

Le frasi che colpiscono

Tra le espressioni più impattanti che possono emergere dai verbali di controllo, quella relativa alla cooperazione con le autorità assume particolare rilevanza. Quando gli ispettori scrivono che “il livello di cooperazione con le autorità era da ritenersi insufficiente”, il professionista si trova di fronte a una valutazione che può apparire devastante, soprattutto dopo settimane di verifiche approfondite.

Questa formulazione, prevista dall’articolo 67 del decreto legislativo 231/2007, rappresenta uno dei criteri che l’autorità deve considerare nell’applicazione delle sanzioni antiriciclaggio. Tuttavia, è fondamentale comprendere che si tratta di una valutazione preliminare, non di un giudizio definitivo.

La natura tecnica delle valutazioni

Le osservazioni contenute nei verbali della Guardia di Finanza hanno carattere meramente istruttorio. Come chiarito dalla giurisprudenza, la Guardia di Finanza svolge funzione di accertamento materiale dei fatti, mentre il potere sanzionatorio spetta esclusivamente al Ministero dell’Economia e delle Finanze, cui compete la qualificazione giuridica delle condotte accertate.

L’eventuale difformità tra la valutazione operata dai verbalizzanti e quella dell’autorità sanzionatoria costituisce fenomeno fisiologico derivante dalla diversità dei ruoli istituzionali.

Il ruolo cruciale delle memorie difensive antiriciclaggio

È proprio in questo contesto che emerge l’importanza strategica delle memorie difensive. Il termine perentorio di trenta giorni dalla notifica del processo verbale di contestazione rappresenta un momento cruciale per l’esercizio del diritto di difesa nel procedimento sanzionatorio amministrativo.

Le memorie difensive non devono limitarsi a contestare le singole violazioni tecniche, ma devono affrontare sistematicamente tutti gli aspetti procedurali e sostanziali della questione.

L’evoluzione normativa e la prescrizione

Un elemento fondamentale da considerare riguarda l’applicazione temporale delle disposizioni sanzionatorie. Come evidenziato dalla giurisprudenza, per gli incarichi conferiti prima del 4 luglio 2017, data di entrata in vigore del decreto legislativo 90/2017, trova applicazione la disposizione sanzionatoria dell’articolo 55, comma 1 del decreto legislativo 231/2007, nella formulazione previgente.

Tale norma, depenalizzata dall’articolo 1 del decreto legislativo 8/2016, sanzionava esclusivamente “le sole omissioni strettamente riferibili all’omessa identificazione del cliente”.

La prescrizione quinquennale

Un aspetto di particolare rilevanza riguarda l’applicazione dell’articolo 28 della legge 689/1981 in materia di prescrizione quinquennale delle sanzioni amministrative. Come stabilito dalla giurisprudenza, le violazioni si considerano prescritte quando siano trascorsi cinque anni dalla data di consumazione dell’illecito alla data di notifica della contestazione.

La prescrizione quinquennale rappresenta spesso un elemento decisivo per l’archiviazione di gran parte delle posizioni contestate, come dimostrato dal caso analizzato dove ha trovato applicazione per la maggioranza delle violazioni.

I principi del diritto amministrativo sanzionatorio

Le memorie antiriciclaggio efficaci devono necessariamente fondarsi sui principi consolidati del diritto amministrativo sanzionatorio. La giurisprudenza amministrativa ha chiarito che il contraddittorio procedimentale assume forme specifiche in questo ambito.

Come affermato dal Tribunale civile di Milano, “ai procedimenti sanzionatori in materia antiriciclaggio non si applica la disciplina della L. n. 241/1990, trovando applicazione i principi della L. n. 689/1981“.

Il contraddittorio differito

Il Consiglio di Stato ha precisato che nel procedimento amministrativo sanzionatorio è legittimo il contraddittorio differito realizzato mediante un unico provvedimento che, portando a conoscenza dell’interessato tutto il materiale istruttorio raccolto e il contenuto del provvedimento finale già predisposto, assegni un termine per la presentazione di memorie e documenti.

La strategia difensiva integrata

Una strategia difensiva efficace deve articolarsi su diversi livelli argomentativi, tenendo conto dell’evoluzione normativa, dell’applicazione temporale delle disposizioni e della documentazione effettivamente disponibile per dimostrare l’adempimento degli obblighi previsti dalla legge.

Le memorie devono valorizzare la documentazione acquisita, dimostrando che tutti i clienti risultavano identificati attraverso documenti validi, visure camerali e atti notarili, evidenziando così l’adempimento sostanziale degli obblighi normativi applicabili ratione temporis.

L’importanza della tempestività

La presentazione tempestiva e argomentata delle memorie difensive si conferma strumento essenziale per ottenere l’archiviazione dei procedimenti sanzionatori, specialmente quando la condotta professionale risulti sostanzialmente conforme agli obblighi normativi applicabili al momento della loro realizzazione.

La conoscenza del diritto amministrativo

Le buone memorie antiriciclaggio devono pertanto tenere in considerazione non solo lo studio e la conoscenza delle disposizioni della normativa antiriciclaggio, delle regole tecniche e delle linee guida degli organismi di autoregolamentazione, ma la scrittura delle memorie non può prescindere dalla conoscenza del diritto amministrativo.

I principi di legalità, del favor rei, della prescrizione, del contraddittorio procedimentale e delle garanzie difensive costituiscono il fondamento giuridico su cui costruire una difesa efficace. Solo attraverso questa conoscenza integrata è possibile trasformare quelle che inizialmente possono apparire come valutazioni “deprimenti” in opportunità per dimostrare la correttezza sostanziale della condotta professionale e ottenere l’archiviazione del procedimento.

La decisione ministeriale di archiviazione rappresenta il risultato più favorevole possibile, confermando che l’approccio sostanzialmente conforme agli obblighi normativi, adeguatamente rappresentato attraverso memorie tecnicamente ineccepibili, può prevalere anche di fronte alle valutazioni iniziali più severe.