Aprire una partita IVA in regime forfettario è un processo accessibile e semplificato che non richiede necessariamente il supporto di un commercialista. In questo articolo, esploreremo i passaggi necessari per avviare la propria attività e predisporre la dichiarazione dei redditi in modo autonomo, sfruttando al massimo i vantaggi offerti dalla normativa vigente.
Vantaggi del Regime Forfettario
Introdotto dalla Legge 190/2014, il regime forfettario presenta numerosi benefici per coloro che soddisfano i requisiti previsti. Tra i principali vantaggi figurano:
– Semplificazione degli adempimenti fiscali: le procedure burocratiche sono notevolmente ridotte rispetto ad altri regimi fiscali.
– Tassazione agevolata**: Il regime offre un’imposta sostitutiva sui redditi, molto più vantaggiosa rispetto all’ordinario sistema di tassazione.
Abilitazione ai Servizi Fisconline
Per avviare la propria attività e aprire una partita IVA, il primo passo consiste nell’abilitarsi ai servizi “Fisconline” dell’Agenzia delle Entrate. Questa operazione è essenziale e può essere effettuata online. Per farlo, gli utenti possono accedere al portale dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate utilizzando uno dei seguenti metodi:
– Carta d’identità elettronica
– SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
– Carta Nazionale dei Servizi (CNS)
La CNS, rilasciata da esercizi commerciali autorizzati e Camere di Commercio, è particolarmente utile, poiché permette anche l’autenticazione su vari servizi della pubblica amministrazione. Se si opta per l’utilizzo di una smartcard, sarà necessario dotarsi di un lettore specifico, mentre una chiavetta USB funziona senza ulteriori dispositivi.
Compilazione e Invio dei Moduli
Accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate, sarà possibile scaricare gratuitamente un software che consente di compilare i moduli necessari per l’apertura della partita IVA (modello AA9/12). Dopo aver installato il programma, si potrà predisporre la dichiarazione di inizio attività e inviarla in modo semplice.
Una volta completato il modulo, accedendo all’area riservata, si troverà un’opzione per inviare documenti tramite il servizio “Invio Documenti”. Sarà sufficiente caricare il modello compilato e selezionare la casella relativa alla scelta del regime forfettario, oltre a fornire i dati identificativi richiesti.
Ricezione della Partita IVA
Dopo l’invio della richiesta, sarà possibile scaricare il file contenente il certificato di attribuzione della partita IVA. Per “decifrare” tale documento, è necessario aver installato il software denominato Desktop Telematico, che permette di autenticare anche l’invio effettuato precedentemente.
Emissione delle Fatture Elettroniche
Dal 1° gennaio 2024, tutti i soggetti in regime forfettario saranno tenuti a emettere fatture elettroniche, un obbligo previsto dalla normativa. Pertanto, è fondamentale dotarsi di un programma per la gestione delle fatture elettroniche, essenziale per semplificare quest’aspetto della propria attività.
Dichiarazione dei Redditi
Uno dei punti di forza del regime forfettario è l’esclusione dall’obbligo di tenere registri IVA e predisporre la relativa dichiarazione. Tuttavia, il contribuente forfettario dovrà comunque presentare la dichiarazione dei redditi (modello Unico), assolvendo l’imposta sostitutiva. A tal fine, l’Agenzia delle Entrate fornisce annualmente un software gratuito che guida l’utente nell’inserimento del fatturato e dei dati anagrafici.
Il software calcola automaticamente la riduzione forfettaria del fatturato, tenendo conto delle spese sostenute. È possibile consultare i coefficienti di riduzione sul sito dell’Agenzia delle Entrate o cercando online “coefficienti redditività forfait Agenzia Entrate”.
Tassazione al 5% e Obblighi Previdenziali
Per beneficiare della tassazione ridotta del 5%, non è necessaria alcuna opzione durante l’apertura della partita IVA. Sarà sufficiente dichiarare il possesso dei requisiti nella dichiarazione dei redditi. Tale agevolazione ha una durata massima di cinque anni; dopo tale periodo, il contribuente passerà al regime ordinario con un’imposta del 15%.
È altresì importante considerare gli obblighi previdenziali verso l’INPS. I contribuenti forfettari hanno diritto a una riduzione del 35% sui versamenti previdenziali, previa comunicazione all’ente di previdenza attraverso il proprio “cassetto previdenziale”.
Conclusioni
Sebbene il regime forfettario possa sembrare estremamente semplice da gestire, è fondamentale prestare attenzione durante il processo di apertura della partita IVA e la gestione delle dichiarazioni fiscali. Errori nella compilazione possono comportare sanzioni e l’obbligo di versare imposte e contributi consistenti. Le partite iva aperte in regime forfettario, inoltre, nascondono talvolta il fenomeno delle c.d. false partite iva.
In conclusione, chi desidera intraprendere un’attività in regime forfettario ha tutto il necessario per farlo autonomamente, sfruttando le risorse messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate e seguendo attentamente le procedure. Con una pianificazione adeguata e attenzione ai dettagli, è possibile avviare con successo una nuova impresa, anche se una consulenza iniziale da parte di un professionista può essere utile.











