Autoimpiego e Resto al Sud: quali opportunità per i giovani ?

Il programma “Autoimpiego e Resto al Sud” rappresenta una risposta concreta alle esigenze di molti giovani in cerca di occupazione, specialmente nel Mezzogiorno d’Italia. Il Decreto del 11 luglio 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 193 del 21 agosto, definisce le modalità applicative degli esoneri previsti dalla legge, mirando a stimolare la creazione di nuove imprese giovanili attraverso incentivi economici significativi.

Obiettivi del Decreto Coesione

L’iniziativa è gestita da Invitalia e si inserisce nel più ampio contesto del Decreto legge 7 maggio 2024, n. 60, che è stato convertito nella legge n. 95 del 4 luglio 2024, noto come “Decreto Coesione”. L’obiettivo principale è sostenere l’autoimpiego, dando particolare attenzione ai giovani di età inferiore ai 35 anni, inoccupati o disoccupati. Con un budget complessivo di 800 milioni di euro, di cui 700 milioni provenienti dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) e 100 milioni dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il decreto prevede finanziamenti mirati per diverse aree geografiche e categorie di beneficiari.

Ripartizione dei Fondi: Un Focus sul Mezzogiorno

Una parte significativa delle risorse, pari a 356.400.000 euro, sarà destinata al rilancio del progetto “Resto al Sud”, attivo nelle otto regioni del Mezzogiorno. Questo investimento mira a incentivare l’imprenditorialità giovanile in un’area storicamente caratterizzata da tassi di disoccupazione più elevati rispetto al resto del paese. La restante parte dei fondi sarà destinata a misure di autoimpiego nel Centro-Nord, contribuendo a promuovere un ecosistema imprenditoriale più inclusivo e prospero.

Chi può beneficiare delle agevolazioni?

Possono accedere a queste agevolazioni giovani disoccupati, inclusi coloro che ricevono la NASpI, e soggetti seguiti dal Programma GOL. Inoltre, sono previsti incentivi anche per individui appartenenti a categorie vulnerabili o in condizioni di marginalità. Questa apertura permette di includere un ampio ventaglio di aspiranti imprenditori, con l’intento di ridurre il gap occupazionale e supportare le fasce più deboli della popolazione.

Tipologie di agevolazioni

Le agevolazioni previste dal decreto si articolano in due principali forme:

  1. Voucher a fondo perduto: Questo voucher copre il 100% dell’investimento, fino a 30.000 euro per le iniziative del Centro-Nord, mentre per il Mezzogiorno l’importo massimo è fissato a 40.000 euro. È importante notare che se il progetto prevede beni o servizi innovativi, digitali, tecnologici o sostenibili, l’importo può essere incrementato rispettivamente a 40.000 e 50.000 euro.
  2. Contributo per programmi di investimento: Questa forma di agevolazione consente di coprire fino al 65% dei costi per progetti nel Centro-Nord, fino a 120.000 euro, e il 60% per quelli compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Nel Mezzogiorno, la copertura arriva fino al 75% per progetti fino a 120.000 euro e al 70% per quelli tra 120.000 e 200.000 euro.

Le agevolazioni possono essere cumulative con altri aiuti pubblici, conformemente alle normative europee sugli aiuti di Stato, aprendo ulteriori spazi per la creazione e lo sviluppo di nuove attività.

Spese ammissibili e vincoli

È fondamentale comprendere quali spese siano ammissibili per accedere alle agevolazioni. Sono escluse spese relative a consulenze legali o fiscali, materie prime, utenze, affitti, terreni e immobili non funzionali all’attività imprenditoriale. Tuttavia, sono ammesse consulenze tecniche tramite enti del terzo settore, fino a un massimo del 30% del programma di investimento. Le spese devono essere sostenute entro 16 mesi dalla concessione, con possibilità di proroga fino a 20 mesi.

Inoltre, è possibile richiedere la NASpI in un’unica soluzione e cumularla con il contributo, a patto che le iniziative siano nuove e non semplici riaperture di attività chiuse nei sei mesi precedenti.

Presentazione della domanda

La procedura per la presentazione della domanda avviene tramite sportello e può essere attivata sia da persone fisiche sia da soggetti giuridici. Il Ministero competente definirà le date di apertura, insieme ai moduli e alla documentazione necessaria. Invitalia si occuperà di tutti gli aspetti legati all’istruttoria, concessione, erogazione e tutoraggio. A sostegno sono presenti l’Ente Nazionale per il Microcredito, che garantirà formazione e supporto, e Sviluppo Lavoro Italia, responsabile della promozione e coordinamento con i Centri per l’impiego e le Camere di commercio.

Conclusioni

Il decreto 11 luglio 2025 offre una straordinaria opportunità per i giovani imprenditori italiani, contribuendo al rilancio economico soprattutto nelle aree del Mezzogiorno. Grazie a un mix di agevolazioni, supporto e training, si crea un ambiente favorevole per chi desidera intraprendere un percorso di autoimpiego, promuovendo così lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali e la stabilizzazione del mercato del lavoro. È un’opportunità da cogliere al volo, per costruire un futuro professionale solido e innovativo.